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La Famiglia Stiaccini, proprietaria dell’Antica trattoria La Torre ha iniziato la sua attività a Castellina negli anni anni ‘60 del 1800.
All’inizio, Gaspero, allora “Capoccia” della famiglia svolgeva il mestiere di Treccone andando cioè per la campagna ad acquistare prodotti come polli,
conigli, verdure ed a sua volta a rivendere generi di necessità per i contadini. Lo stesso faceva il figlio Ferdinando
che nel negozio magazzino faceva anche il calzolaio. I figli di Ferdinando, Carlo Abramo e Tommaso iniziarono inoltre il mestiere di Norcino
andando di podere in podere “a lavorare il Maiale”come si diceva allora preparando Salami e Finocchione per i Contadini e le Fattorie
ed inoltre aprirono sotto casa una mescita di Vino dove si iniziò dopo poco anche a servire da mangiare, dapprima per le fiere che ogni mese si svolgevano in paese
e poi in maniera più continuativa anche negli altri giorni dell’anno.
andando di podere in podere “a lavorare il Maiale”come si diceva allora preparando Salami e Finocchione per i Contadini e le Fattorie ed inoltre aprirono sotto casa una mescita di Vino dove si iniziò dopo poco anche a servire da mangiare, dapprima per le fiere che ogni mese si svolgevano in paese e poi in maniera più continuativa anche negli altri giorni dell’anno. La prima svolta si ha però nel 1925 quando la famiglia o meglio Carlo (detto Bega) acquista il palazzo sede attuale della trattoria trasferendosi dall’angusti spazi della vecchia mescita-bottega. Qui diventa L’Antica Trattoria La Torre e contemporaneamente i figli di Carlo pur rimanendo nella stessa casa e come si direbbe oggi una stessa azienda intraprendono ognuno un settore ben preciso dell’attività paterna che era diversificata dalla vendita di generi alimentari alla norcineria al commercio di Agnelli alla macellazione dei vitelli e dei maiali. Arturo si occuperà del settore alimentari mentre Giannino e Antonio detto “Tono” si concentreranno nella Macellazione degli animali e nella norcineria (il nipote di Giannino, Riccardo è tuttora titolare della Macellaria Stiaccini nel centro di Castellina). Giuseppe invece coadiuvato dalla moglie Rosa si occuperà della Trattoria andando anche per poderi, fattorie e pievi a cucinare per le battiture del grano, per le feste padronali o del patrono, insegnando ed imparando dalle massaie del contado Chiantigiano. Nel 1942 i quattro fratelli ormai con prole e famiglia si dividono anche formalmente in aziende ed abitazioni differenti, Giuseppe rimane nella Trattoria e gestisce anche il negozio di generi alimentari di famiglia. Sono gli anni duri del dopoguerra dove Castellina e tutto il Chianti subiscono una crisi economica ed una emorragia di persone che porterà all’abbandono di molti poderi ed una crisi del settore agricolo lunga e pesante, nel quale si erano rotti i centenari equilibri che avevano segnato la Civiltà Contadina. I figli di Giuseppe, Giancarlo e Lisetta comunque non abbandonano questa aspra ed affascinante terra chiantigiana (il tempo le darà ragione) continuando dopo la morte del Padre a metà anni ’50 a portare avanti con la Mamma Rosa e con la moglie di Giancarlo Ermina, la Trattoria. Pierluigi va a Firenze alla scuola alberghiera dove diventerà allievo di Luigi Ramponi impratichendosi in locali come il Vecchio Barile, Giovacchino, Sabatini, Villa Medici e poi a Siena prima al Park Hotel e poi come responsabile delle Cucine delle strutture Ospedaliere dell’area senese, non dimenticando mai la Trattoria di famiglia dove per pranzi e convivi importanti continua a cucinare e dove da gli inizi degli anni 70 inizia a lavorare la moglie Mirella attuale Chef del Ristorante. La seconda vera svolta si ha agli inizi degli anni 80 quando Pierluigi tornato a tempo pieno e Giancarlo decidono di ristrutturare il locale scommettendo sullo sviluppo di Castellina. Inizia da allora una crescita qualitativa e quantitativa della Trattoria che la farà essere uno dei pilastri della rinascita Chiantigiana.
Dopo la morte di Giancarlo subentra nella gestione la figlia dello stesso Elisabetta e da poco anche il figlio di Pierluigi Giuseppe entrambi Sommelier che nel 2000 ristrutturano di nuovo il locale riportandolo negli arredi all’atmosfera della vecchia Trattoria e nel menù a quella attenzione alla Tradizione non forzata ma consequenziale alla Storia di un locale che nasce da un legame a doppio nodo con il Territorio Chiantigiano.
Oggi la nostra cucina può offrire dagli antipasti di Salumi nostrali e di Cinta Senese ai Crostini neri di milza ,alla Ribollita alle Minestre di ceci e Fagioli, alla Carabaccia, al Risotto ai funghi , alle pappardelle di cacciagione,agli umidi di Cinghiale , Lepre , al Lesso rifatto con le cipolle, agli Arrosti girati al fuoco di legna,all’Arista, alla Fiorentina di Vitellone Chianino, alle carni alla griglia , ai fritti misti alla toscana, ai dolci di tradizione come la Ricotta e noci e la Pinolata ai formaggi Pecorini toscani una autenticità di sapori e profumi non artefatta ma originale e comunque antica. I vini sono volutamente (salvo alcune eccezioni) quelli della zona del Chianti Classico in quanto i nostri piatti nascono con un cordone ombelicale che li rende naturalmente abbinabili ai vini ai quali sono stati accostati per secoli.
Giu. Sti.
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